E’ ora di pensare a programmare la stagione 2016.
Lo sport di endurance, a qualsiasi livello, richiede sacrifici che vanno aldilà dello stare in bicicletta o correre, e coinvolgono lo stile di vita e le abitudini di ogni giorno, a maggior ragione se si vuol essere competitivi con un lavoro a tempo pieno e/o una famiglia alle spalle.
Il periodo senza corse è ideale per staccare dalla routine degli allenamenti e delle gare -staccare dal punto di vista fisico quanto psicologico- e ricostruire la motivazione che servirà per affrontare bene il complicato periodo invernale.
Consiglio quindi di affrontare le uscire fino a metà-fine ottobre, dopo l’ultima gara, con molta “leggerezza” e senza tabelle o schemi, mantenendo intensità e volumi intermedi rispetto al periodo agonistico; occorrerà poi staccare dai 7 ai 15gg (soggettivamente e tendo conto di vari fattori personali) SENZA la bici, per rigenerarsi a tutti i livelli.
Per molti appassionati sarà un grosso sacrificio, per altri un bisogno essenziale, in ogni caso ve lo raccomando perchè serve a ripristinare l’equilibrio psico-fisico in vista dell’inverno che verrà.
Inoltre il finale di stagione è utile per effettuare test di valutazione funzionale prima dello stop: sia per quanto concerne test outdoor col powermeter (in salita) che per indagini più accurate in laboratorio (lattato e vo2max).
Occorre evitare di prendere più di 3-4 kg di peso nel periodo di transizione, un aumento ridotto del proprio peso è importante per non dover poi ripartire da zero con diete drastiche. Arrivare a febbraio con un peso discreto vi consentirà di poter gestire l’introito di carboidrati senza troppe restrizioni, proprio quando (con la primavera) l’intake calorico degli allenamenti sarà maggiore per via dei carichi crescenti. Se avete difficoltà prendete in considerazione un bravo nutrizionista che sappia aiutarvi nelle scelte alimentari.
Per chi a novembre desidera ripartire con il cross training e le attività aerobiche alternative (molto utili per assecondare il principio di progressività del training e anche la varietà degli stimoli stessi), consiglio già da ora un approccio graduale e progressivo con il nuoto, la corsa a piedi/in salita, la palestra o lo sci di fondo, per farsi trovare pronti a novembre con le tabelle che prevederanno lavori non solo pedalati.
Largo in questo periodo anche a sessioni casalinghe a corpo libero (core), fisioterapia e trattamento di eventuali squilibri posturali o lievi infortuni, accumulatisi nel corso della stagione 2015 e magari trascurati.
FONTE: Consigli sulla transizione tra 2015 e 2016 – scienceofcycling.it