Scattano i due compagni di squadra Simone Fraccaro in compagnia di Bortolotto, ma sui due rinvengono prima De Vlaeminck e poi Piaseski. Il gruppo è a poco più di 100 metri con il campione del mondo Moser (compagno di De Vlaeminck) pronto a intervenire. Poi sull’Asolo ci riprova Fraccaro, ma De Vlaeminck lo francobolla, mentre nella discesa Bortolotto lascia tutte le speranze prendendo male una curva.
Potrebbe esssere la cronaca di una gara professionistica degli anni ’80, che ieri a Bassano del Grappa in occasione della prima edizione della granfondo Astorica GSG ha ripreso vita. Moser, De Vlaeminck, Piaseski, Bontempi, la ex campionessa del mondo Cappellotto e molti altri campioni del passato. Tutti indossano le magliette di un tempo: Brooklin, Jolly Ceramica, Sanson, Gis, Carrera. A condire il tutto la presenza nientepopodimeno della campionissima, gentilissima e carinissima Marianne Vos, forse la più grande di sempre al femminile, qui e non al giro d’Italia causa postumi infortunio.
Le premesse per una bella giornata di ciclismo insomma ci son tutte, anche se ho qualche perplessità per il caldo tropicale che già al mattino presto si fa sentire.
Ore 8:00. Si parte con le aquile dell’UCVallà schierate al completo in prima griglia e pronte a prendere il volo già ai primi tornanti delle Caenere, prima breve asperità della giornata.
Pronti via … per un giretto di “riscaldamento” attorno alla città di Bassano del Grappa, uno dei simboli storici della grande guerra 1915-18 di cui la granfondo Astorica GSG vuole essere memoria. Poi la partenza ufficiale, ovviamente a 50 all’ora, che per me, presentatomi al via con le ruote grasse, è stata una goduria. I pezzi da novanta dell’UCV comunque rimangono incollati al gruppo di testa e battagliano per le posizioni sul podio (alla fine due ottimi 3^ posti di categoria… bravi ragazzi !). Le altre aquile invece fanno gruppetto, tutti a ruota di miss Marianne Vos … impressionati dalla sua facilità di pedalata e non solo !.
Prima delle rampe delle Caenere sono i passisti dell’UCV a tenere il gruppo in tiro, Paolo in testa, in attesa dello scatto di uno dei nostri che alla fine non ci sarà …
Panoramica e Presa XIV dove dopo una prima breve fase di studio, sulla rampa più dura mi permetto prima di affiancare, e poi staccare la Vos. Nel mentre dell’inesorabile sorpasso lei mi guarda, guarda la mia mtb rebellato e sorride: “chi xeo sto bauco”, avrà pensato.
Finalmente ristoro … ricco e variegato, ma è il cocomero che va per la maggiore.
Deviazione percorsi corto/lungo all’altezza di Casonetto
Giro per il lungo.
Non c’è un cane. Ne ciclisti, ne gente (sarà per il caldo boia).
Strada facendo, ci riuniamo in 5 valorosi, ma bastano le prime irte rampe della Monfenera per salutarci e ognuno per la propria strada e con il proprio passo.
Terzo km di salita … il sole è a picco, la strada è infuocata, bevo l’ultimo sorso di acqua rimasto nella borraccia riempita poco prima al ristoro.
Passo un capitello con madonnina, che nelle cinque sei volte che son salito quest’anno non avevo mai visto … sarà stato un miraggio? Possibile !
“Quanto manca” … chiede uno in una rampa al 12% in preda alla disperazione. Purtroppo per lui e per tutti, siamo solo al quarto chilometro di salita.
Noi saliamo, altri, anzi, molti altri scendono … evidentemente hanno ben presto alzato bandiera bianca.
Finalmente il Tomba.
Ora sulla mia testa si fa luce un nuova meta … l’Archeson.
C’è però da affrontare il tratto più impegnativo della salita, che dai 850m del Tomba, in soli 5km (11% di pendenza media con tratti al 15/16%) giunge ai 1400m di Bocca di Forca (Archeson).
E’ un calvario puro … le fat si incollano all’asfalto (alla fine tassellatura consumata) … i denti del pignone nel tratto al 16% finiscono … acqua nella borraccia ZERO ASSOLUTO!!!
Azzz … crampoooooo !!!
Fortuna vuole che in un tornante c’è un tizio fermo con due borracce grandi ancora intonse: che faccio, ne approfitto ? Certo che si … Grazie mille buon uomo. Spingi e rispingi, alza e siedi sulla sella, dente in più, dente in meno, che sto Archeson finalmente arriva quasi inaspettato.
E’ fattaaaaaaaa ….
Un po’ di su e giù e arriva come un miraggio nel deserto l’agoniato ristoro. Ancora anguria a gogo …
Rinasco … spingo bene nell’ultimo tratto prima della discesa verso Campo Croce, come anche nella discesa stessa, come anche nel successivo tratto di piana che mi porta dopo 6 sudatissime ORE a Bassano.
Che dire … IMPRESA allo stato puro.
Complimenti a Simone Fraccaro titolare della GSG, che ha messo su una granfondo in grande stile, con un parterre de roi del passato che mai si era visto prima, con ciliegina sulla torta, Marianne Vos.