D+ Ultracycling Dolomitica
… considerata tra le più dure e probabilmente la più dura al mondo con U.C.VALLA’.
Un regalo per il team, che desiderava fare qualcosa di diverso del solito giro in bici. E allora, se pazzia doveva essere dovevamo farla grande e la Ultracycling faceva al caso nostro. Purtroppo lo specialista Roby Fant, dopo la 24 h di Feltre alla quale si classifica al secondo posto con circa 620 km percorsi, ha un crollo fisico, dal quale non riesce a recuperare in tempo. Questi i numeri della D+: 616 km lineari, 16000 metri di dislivello positivo, 16 passi da scalare.
Insomma, un gruppo di pazzi un giorno, per il 40° anno della società.
Presi dal panico ci viene in aiuto la splendida Ivy Furlan, pronta a rimettersi in gioco dopo un grave incidente ciclistico che l’aveva costretta a letto per 2 mesi. Ok,
il team 4 era pronto. Ma ci servivano altri folli che ci dovevano accompagnare logisticamente nell’impresa. Eccoli, se non poteva correre, non vuole comunque rinunciare a dare il suo supporto Roby Fant, divenendo così capo crew, seguendo con l’auto come un’ombra colui che correva per essere sempre pronto a qualsiasi intervento. Al suo fianco il fido navigatore Oscar Trinca, che seguiva diligentemente il road-book del percorso per non farci sbagliare strada, oltra che pronto per rifornimenti solidi e liquidi al volo, indispensabile nell’ottica di una prova così estenuanti come l’Ultracycling.
Nell’altro mezzo al seguito, alla guida Elio Fantinato. Instancabile, perfetto nella guida al punto che potevamo rilassarsi nonostante le migliaia di curve disseminate nel percorso, ma anche super tecnologico, pronto a risolvere problemi di ricariche ai vari dispositivi a nostra disposizione. Al suo fianco Giorgio Fraccaro, persona competente nel mondo del ciclismo, grazie alla sua esperienza a livello professionistico qualche anno orsono, con esperienza di tecnica per farci evitare sbagli che potremmo aver fatto, e raccontandoci anedoti di questo stupendo mondo del ciclismo.
Composizione del Team: Ivana Furlan, la nostra preziosa gemma, dolcissima a riposo, quanto feroce sulla bici; ho ancora negli occhi, quando salita in bici in un tratto di salita recuperava su quattro avversari sverniciandoli, solo uno ha provato tenere il suo passo, ma 500 metri dopo getta la spugna, e lei danzando saliva e saliva, nonostante il buio, la pioggia, e il freddo.
Roberto Fantin, presidente di questa società, classico circuitaro che per l’occasione camaleonticamente, capace di scoprirsi scalatore di gran livello oltre a cronoman e discesista da brividi. Tanto concentrato in bici, quanto personaggio che tiene il morale alto una volta sceso e con il quale impossibile annoiarsi.
Mastok Bike, beh! che dire di lui, eccelle in qualsiasi campo ciclistico, piana, salita, discesa, punta di diamante del Team, un piacere vederlo sui pedali, varcare il Pordoi a -2° alle 2,30 di notte e senza la minima indecisione gettarsi verso il passo successivo, un spettacolo.
Poi ci sono io che servivo per abbassare la media oraria e far svanire il lavoro degli altri.
Gli inconvenienti non sono mancati: con una foratura dopo circa 15 km, e un po’ di panico quando a Mastok, a metà del Fedaia rompeva la catena, panico che svanisce subito dopo che la nostra gemma Ivana gli passa la sua bici per proseguire e che Giorgio e Elio, con temperature da pinguini la recuperano sopra il furgone illuminati solo dalle stelle.
Tutto il resto è un’emozione che porterò per la vita. Grazie ragazzi per avermela donata. Grazie Ivy, Roberto, Matteo, Roby, Oscar, Elio, Giorgio.
Cronaca di Diego Silvestri