Mastok torna a fare quello che sa fare meglio, ossia sganciarsi dal gruppo e arrivare in fuga.

Ormai, il non più nome nuovo, ne era ossessionato, del resto per lui la fuga è una filosofia di vita, e arrivare nel gruppone equivale a una sconfitta.

Forse dopo il trionfo al giro del Veneto c’è stato un calo di condizione? Può darsi. Ma a sua discolpa c’è che finito il caldo di agosto le medie si sono inesorabilmente elevate, e andare in fuga per Mastok e per tutti è diventata un’utopia: fughe zero, sempre volatona di gruppo, inviti a nozze per super Ago.

Fino ad oggi. Quando sembrava che tutto dovesse risolversi con l’ennesimo volatone settembrino, Mastok attacca in prima persona e porta via un gruppetto. Poi prova a sorprendere tutti dopo un rallentamento ai 400mt ma gli ultimi 50 viene saltato.