“Caxxo compare che giro che ghemo fato un quò”. Partiamo da S.Liberale e seguiamo le indicazioni per il sentiero n.155, per sbucare all’Archeson, vicino al salto della Capra per intenderci.
Ritorno alquanto convulso, causa smarrimento della mia Nikon tascabile, che ci ha costretto a fare dietrofront e ripercorre il tratto, per niente agevole, che porta alla malga. Un surplus di fatica che per fortuna ha portato i suoi frutti (altrimenti non avreste potuto gustarvi le foto). Ridiscendiamo nuovamente e ad un bivio prendiamo la strada sterrata ghiacciatisima sulla sinistra. La percorriamo a buon passo, mentre, a mano a mano che saliamo, si scoprono dietro di noi in tutto il loro splendore, le dolomiti bellunesi. Usciamo sulla provinciale, che seguiamo fino all’imbocco del sentiero n.151, da dove scendiamo. Ci immergiamo nella fitta nebbia per ritornare a S.Liberale dopo 5 lunghissime ore di cammino.
La mezz’oretta di cyclette di stasera è stata ottima come scarico.E’ la prima volta che esploriamo il versante nord-est del massiccio, anche perchè salendo dalla pianura (S.Liberale, Possagno, Covolo, …) preferivamo eventualmente allungare verso i 1775m del Rifugio Bassano: cambiarci con calma, sederci ai tavoli e bere una buona cioccolata calda, prima di ridiscendere verso la pianura. Ora che ci siamo stati una volta, sicuramente ritorneremo ad esplorare questi luoghi che hanno offerto ai nostri occhi degli scorci davvero straordinari; una finestra aperta sulla cima Grappa a sud, e le dolomiti bellunesi a nord.