….prima però due parole sulla GF Vernaccia.
Posti splendidi, mai un metro di pianura, tutto sembra essere perfetto per una bella giornata di sport, ed invece: che sfiga!
Giungo in griglia molto presto, del resto con il pettorale 1059 per avere qlc speranza di recupero era l’unica soluzione. Il cielo nuvoloso non lasciava presagire nulla di buono, ed infatti allo scoccare delle 9 iniziano le prime gocce, poi la pioggia si fa intensa e non ci abbondonerà più, ma non è freddo, con i manicotti e lo smanicato antivento si stava bene.

I primi km sono un massacro di cadute, le rotonde sono i punti cruciali, e all’arrivo specie nelle doccie mi accorgo che molti hanno conquistato la loro medaglia personale. Inizialmente la strada larga mi aiuta a conquistare posizioni tant’è che non ci metto molto a ricompattarmi con il gruppone dei primi.
Tutto ok dunque, ma nel cambiare il rapporto per affrontare i primi strappi, rompo il cambio. Morale, tutta la corsa con il 38 e 52 x 11, praticamente una lunga ripetuta di forza.
Altra sfiga! Ora il Garmin inzuppato d’acqua non funziona più!!!

GF Città di Vicenza.

Questa volta il pettorale è buono: 301. Alle 7:50 sono il primo ad entrare nella griglia criterium, appena dietro la VIP.
Alle 9 si parte da Caldogno per raggiungere Vicenza a velocità controllata, le strade sono strette, molte le rotonde, siamo tutti attaccati come le sardine, continuamente qualcuno inchioda, tant’è che è già un miracolo non ci sia stata nessuna caduta.
Finalmente si arriva ai piedi della prima salita, Monte Berico. Sento la gamba sorprendentemente brillante: strano, al sabato mi sentivo stanchissimo, tant’è che ho saltato il solito giro pre-gara, preferendo affossarmi sul divano a guardare la Tappa dello Zoncolan.
Sulla pianura dopo la salita di S.Gottardo, siamo ancora in tanti, forse un ottantina.
La giornata è afosa e tra un sorso e l’altro ben presto finisco entrambe le borracce. Poco male visto che dopo pochi chilometri c’è il primo ristoro, il problema è che lo hanno piazzato proprio all’inizio della salita di Monte Viale: per prendere la bottiglietta e bere un sorso mi ritrovo ad iniziare la salita nelle ultimissime posizioni. Mai scelta fu più sbagliata: il gruppo diventa un lunghissimo serpentone e come è ovvio si spezza in più parti.
Peccato, affrontando la salita davanti credo che avrei potuto rimanere con un gruppetto più avanzato. Davanti non li riprendiamo più, i gruppi sono definitivamente formati, ed infatti nelle successive salite non si stacca più nessuno.
Arriva il bivio dei percorsi e in pochi vogliono sfidare i 9 km che salgono al Monte Xomo. Prima però è un lungo falsopiano con alcuni tratti di vera salita.
Giungiamo al cartello di inizio salita e subito inizio a capire perchè i più hanno optato per il corto. Sento comunque la gamba girare abbastanza bene e stare con il gruppetto non fatico più di tanto. Decido quindi di mettermi in testa a fare l’andatura, subito guadagno su quelli dietro, anche se fatico ad accorciare sul fuggitivo di inizio salita. Le pendenze calano solo per un breve tratto a metà salita per il resto non molla mai.
Decido di stringere i denti e di fare un leggero fuori giri per recuperare i 50 m che mi separano da quello davanti, raggiunto mi riposo un po’ e poi sono io a fare l’andatura tant’è che fatica a tenermi la ruota.
Termina la salita dura e inizia un lunghissimo falsopiano. Nei pressi di un cartello che segna i 50km dall’arrivo mi ritrovo da solo. Il problema è che ai -30km inizia un stradone drittissimo con vento poco amichevole, che comunque non mi spaventa più di tanto: evidentemente la nuova metodologia di allenamento ha fatto i suoi effetti. Pancia a terra, cerco di gestire le forze concentrato al massimo, raramente mi volto e quelle poche volte che accade vedo due fanali di una macchina in lontananza. Ai meno 8km mi raggiungono in due (trainati?), a dire il vero non mi dispiace più di tanto, anche perchè non ne potevo più. Arriviamo al traguardo, mini volatina per agguantare la 15° posizione ass. Dopo 50km da solo ci stava!!