Parto. Per strada non s vede un cane. Una macchina mi passa, forse per compassione mi saluta con due colpi di clacson. Un po’ per il ritardo, molto per il freddo, mantengo un’andatura sostenuta, ma non basta, arrivo sul luogo prestabilito in leggero ritardo e addio gruppo agonisti, chi li ripiglia più!
Tra i miei pensieri, sale ancora l’idea di girare la bici e tornare a casa. Ma non demordo e cerco conforto tra le parole dell’eroe del freddo, un mio compagno di squadra: nel giorno più freddo del freddo inverno la temperatura massima raggiunta è stata di -5°C? Bhe! Lui si è sciroppato 3 ore in bdc.
Decido di chiamarlo. Ma l’operazione non è così facile come sembra. Mi levo il guanto, tiro giù il collare antivento, parlo velocemente per non rischiare il congelamento.
Le parole escono dalla mia bocca come codificate in codice Morse:
D-o-v-e s-e-i?
A c-h-e o-r-a?
Ci ritroviamo nel luogo prestabilito e subito mi invita caldamente ad attraversare il semaforo e a sbrigarmi; i suoi occhi felini avevano notato in lontanza una preda: una delle tante squadre di dilettanti della zona.
Uno sguardo di intesa e pancia a terra, cambi regolari e in poche pedalate arriviamo sotto. Da lì proseguiamo assieme ai dilettanti.
Sempre in coda, attenti a non disturbare, si macina km, e un po’ inizio a preoccuparmi. Facendo periodicamente due conti sommando i km già percorsi e quelli che mancavano per tornare a casa si saliva sempre più 130, 140, 150.
Per fortuna, decidono di fare il giro di boa.
Proseguendo su strada collinare mi portano fino ai 25km da casa.
Ringrazio e saluto.
Alla fine questi sono i dati raccolti:
141km 4h45′ 30Km/h temp:-3°C +1C°